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08/11/2018

Aree interne, 43 milioni per 8 centri del Calatino: gli incontri col Comitato tecnico nazionale


Aree interne, 43 milioni per il Calatino: dagli incontri
col Comitato tecnico nazionale una spinta ulteriore. Prossimo appuntamento mercoledì 21 novembre per una riunione fra il Comitato e i sindaci

 
            I fondi comunitari e nazionali previsti per cinque aree interne della Sicilia, fra cui il Calatino, al quale andranno 43 milioni di euro (con Caltagirone, che è il Comune capofila, Grammichele, Licodia Eubea, Mineo, Mirabella Imbaccari, San Cono, San Michele di Ganzaria e Vizzini, in totale 77mila abitanti), sono una significativa opportunità per il territorio. In vista della redazione della Strategia nazionale delle aree interne (Snai), nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, si è tenuta una serie di incontri con i componenti del Comitato tecnico aree interne (Ctai). Questi ultimi hanno avuto modo di ascoltare, sui temi dell’istruzione, della sanità e della mobilità, i vertici delle diverse istituzioni, i dirigenti scolastici, i docenti, i genitori, gli studenti e gli operatori dei settori interessati per tracciare le nuove linee di sviluppo per la costruzione della Snai del Calatino.                                                                                                                                   
“Proviamo a colmare dei deficit – ha spiegato l’architetto Marco Valenti, del Ctai -, individuando le strategie per il rilancio di un territorio, che ha significative tradizioni ed eccellenze su cui puntare. Per esempio, può catalizzare su di sé la richiesta di nuovi turismi che, però, per poter trovare le giuste risposte, deve avere delle precondizioni di successo. Anche la sanità, con la riduzione delle distanze dai luoghi di cura, e forme di mobilità alternativa che connettano l’area sono dei settori su cui intervenire”.                                                                                                               
L’assessore comunale con delega alla Snai, Concetta Mancuso, ha indicato alcuni dei possibili percorsi: “Il miglioramento delle strutture e l’innovazione degli spazi scolastici (progetto per la realizzazione di aule scolastiche con pareti mobili); un più stretto collegamento delle scuole con il mondo dell’artigianato e dell’agricoltura; l’incremento dei trasporti scolastici; nella sanità strutture di pronto intervento in tutti i Comuni, il potenziamento delle guardie mediche, la creazione di un Guardino riabilitativo a Santo Pietro e di un centro di eccellenza per l’autismo”.
           
Si spera, in poco più di un anno, di condurre in porto l’operazione – Snai. “che potrà avere – sottolinea il sindaco Gino Ioppolo – consistenti, positive ricadute sul territorio, con efficaci interventi nei diversi comparti”.
           
Prossimo appuntamento mercoledì 21 novembre, alle 10, al municipio di Caltagirone, per una riunione fra il Ctai e i sindaci dei Comuni dell’area interna “Calatino”.
           
Il modello di sviluppo a cui si ispirano i centri del Calatino, come si evidenzia nel preliminare di strategia, “è caratterizzato da interventi a favore: del rafforzamento del tessuto produttivo artigianale e agroalimentare, con la specificità della ceramica di Caltagirone, su cui puntare con decisione come punto di forza dell’intero territorio, attraverso la copertura dell’intera filiera produttiva, tra cui imballaggio e logistica;  dell’innovazione del settore della didattica e dell’istruzione, coniugando tradizione e settori maggiormente propulsivi per consentire alle comunità di diventare, in modo stabile, luoghi in cui si generino progetti e capacità di governo; del rinnovamento dell’offerta sanitaria anche attraverso la deospedalizzazione; del miglioramento della mobilità e accessibilità, oggi grande nota dolente, sia fra i piccoli centri e Caltagirone, sia dell’area del Calatino con il resto della Sicilia e del territorio nazionale, in questo caso mediante il miglioramento dei collegamenti con gli aeroporti di Catania e Comiso; della revisione dell’offerta culturale dell’area puntando soprattutto sulla creazione di una rete dei Comuni, attraverso adeguati processi di digitalizzazione, fondata sul polo museale regionale presso l’ex convento di Sant’Agostino su cui far convergere tutti i musei locali per una più piena fruizione e valorizzazione del grande patrimonio culturale esistente; dell’efficientamento energetico delle strutture pubbliche che potrebbe favorire pure la crescita di nuovi mestieri”.
             
Caltagirone, 8 novembre 2018                                            
                                                                                              
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