REGIONE SICILIANA

Città di Caltagirone



 


 

Siti archeologici

Scavi della fine dell'800 portarono alla luce i resti di un villaggio neolitico che continuò ininterrottamente la sua vita per tutte le età della preistoria, fino all'arrivo del Greci. Il villaggio di Sant'Ippolito, uno dei siti preistorici più importanti della Sicilia, dà il nome ad una interessantissima cultura siciliana dell'età del Rame, caratterizzata dagli intensi rapporti con le civiltà egeo-anatoliche.

Poco distante da Sant'Ippolito, a nord, la vasta contrada della Montagna è uno dei siti più suggestivi del Calatino e dell'intera isola: si tratta di una zona montuosa caratterizzata dalle bianche creste calcaree emergenti da una vegetazione tipicamente mediterranea di lecci, cornioli, pistacchi, alloro, ecc.
Ovunque, la tenera roccia calcarea porta i segni della mano dell'uomo: per lo più, sepolcri scavati con grande perizia e con scarsi mezzi tecnici, a cominciare dalla prima età del Bronzo.

Splendide sono, poi, le cosidette tombe a tholos che imitano con impressionante fedeltà le tipiche tombe micenee. Ciò dimostra, assieme al ritrovamento di manufatti micenei o di imitazione, l'influenza esercitata da queste popolazioni elleniche sulla zona di Caltagirone, a ragione della sua importanza commerciale e strategica.

Ma di importanza sicuramente non minore è il grande centro greco di monte San Mauro, che sorge in un'incantevole posizione sulle colline dominanti la vallata del fiume Maroglio.
Le testimonianze archeologiche attestano che la città fu ricostruita con abitazioni in muratura, sui resti di un villaggioindigeno di capanne noto in età neolitica, e rimase in vita fino a tutto il VI secolo. Alla fase finale della sua vita si data la costruzione più importante venuta alla luce fino a questo momento: un piccolo edificio a forma rettangolare allungata, costituito sulla sommità del colle. Costruito con pietre appena sbozzate, esso ricorda molto da vicino, sia per la tecnica piuttosto rozza, sia per la pianta, l'anactoron innalzato dagli indigeni sulla collina di Pantalica.
E' stata anche avanzata l'ipotesi che si tratti di un edificio sacro.

Di grande rilievo anche le case di età greca disposte a ventaglio sulle pendici delle colline, in eccellente stato di conservazione.
Le necropoli di monte San mauro hanno restituito splendidi vasi in ceramica e in bronzo, nonchè prodotti di oreficeria e di ceroplastica.
Da San Mauro provengono, inoltre, le terracotte architettoniche dipinte conservate attualmente nel Museo archeologico di Siracusa, e la magnifica scultura con sfingi e scene di danza esposte nel locale Museo Regionale della Ceramica.

Le testimonianze di vita più antiche del territorio calatino sono riscontrabili a Sant'Ippolito, una collina poco distante dalla città, posta alle sorgenti del fiume Caltagirone.